Cremonese
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Il coraggio di Alvini,
i meriti della Cremonese

Al termine di quella che è stata la settimana più difficile da quando siede sulla panchina della Cremonese, Massimiliano Alvini ha risposto presente. “Io non ho paura di nulla”, le parole alla vigilia di una sfida contro l’Udinese in cui il tecnico di Fucecchio è andato avanti per la sua strada. E ha avuto ragione, nonostante la vittoria non sia ancora arrivata.

Non era semplice, eppure Alvini ha confermato in blocco la squadra vista dal 1’ contro la Sampdoria. Nonostante la sconfitta, nonostante le critiche, l’allenatore grigiorosso ha tirato dritto. Più che testardaggine, convinzione. Perché la Cremonese di oggi è ben diversa da quella di inizio campionato e sarebbe sbagliato pensare che il ritorno alla difesa a 3 (momentaneo o definitivo che sia, anche se ormai l’impressione che si sceglierà in base alle partite) abbia significato un ritorno alla prima versione 2022/23.

Pur rimanendo saldamente all’interno di determinati principi, l’allenatore toscano ha saputo far evolvere la sua squadra in un processo di aggiornamento costante. Dopo aver incassato la fiducia della società, sapendo che nel calcio “si vive domenica dopo domenica, giornata dopo giornata, settimana dopo settimana” e “di risultati” (copyright del direttore sportivo Simone Giacchetta), Alvini ha messo in campo una squadra conseguente al percorso che sta perseguendo. La squadra ha tremato per qualche minuto all’inizio e ha tirato un grosso sospiro di sollievo nel finale, ma ha risposto presente in termini di applicazione e prestazione.

Non era semplice, eppure la società ha confermato il tecnico toscano dopo la gara contro la Sampdoria. Nonostante la sconfitta, nonostante le critiche, la Cremonese ha tirato dritto. La classifica faceva paura dopo l’1-0 strappato dalla formazione di Dejan Stankovic allo Zini, eppure si è scelto di andare avanti con l’allenatore di Fucecchio. Consapevole che il patrimonio della Serie A non si può dilapidare, il club ha fatto le sue riflessioni. Ed è arrivata una non scontata fiducia nell’allenatore, subordinata – come sempre, come ovvio – ai risultati, ma la scelta è stata conseguente al progetto varato in estate quando Alvini era stato fortemente voluto dal club.

E’ presto per dire che la tempesta sia passata, che il pareggio con l’Udinese abbia rappresentato la svolta, ma la squadra – nonostante le difficoltà, le imprecisioni, gli infortuni – è apprasa viva, la crescita tangibile. Potrebbe anche bastare per raggiungere una salvezza di cui Alvini si dice sicuro, a patto però di non fermare questo processo, ma anzi di riuscire ad accelerarlo ulteriormente. Oggi, in ogni caso, la classifica appare un po’ meno buia, con la salvezza diretta che è ad una sola partita di distanza.

mt

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