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Casalmaggiore all'Africa Ecorace
Bruno Arcuri, 7mila km nel deserto

Stavolta ci siamo, per davvero. L’Africa Ecorace, che vede ai nastri di partenza anche il casalese d’Argentina (o meglio l’argentino di Casalmaggiore) Bruno Arcuri – nato a Santa Fe nel 1961, sostenuto da vari sponsor e, tra gli altri, dal Motoclub Bergamonti di Gussola – si è arresa al Covid a marzo scorso, ma dal 15 ottobre regalerà spettacolo, fatica e prove di resistenza ai partecipanti.

Ed è stata spettacolare anche la cosiddetta “preview”, che si è tenuta mercoledì 5 ottobre davanti a Robby Moto a Casalmaggiore: qui infatti è arrivato il camion, un Mercedes Unimog 400, senza scordare il Man Camion assistenza TGX 480 4×4, che farà da scorta (e da rifornimento) per lo stesso Arcuri. “Un camion che è una certezza, con 12 Parigi-Dakar completate alle spalle e dunque tanti chilometri registrati – spiega Arcuri – condotto da uno dei massimi esperti in Italia in queste particolari gare, Giulio Verzeletti dell’Orobica Raid Team”.

E’ stata una festa, quella del 5 ottobre, per fare conoscere a tutti l’Africa Ecorace. Meno nota della Parigi-Dakar, ma parimenti spettacolare e soprattutto in grande crescita. “Abbiamo presentato il nostro percorso e allestito uno stand al quale tutti si sono potuti avvicinare per conoscerci, così da soddisfare le curiosità di chiunque. Fino alle 20, anche con un aperitivo, siamo rimasti a socializzare, molto volentieri, anche perché un’impresa del genere richiede il pensiero e il tifo di tanti, dunque più ci sostengono, meglio è”.

L’Africa Ecorace partirà dal Principato di Monaco, col Principe Alberto a dare il via, il 15 ottobre. Discesa a Cete, sempre in Francia, e poi ecco il traghetto per il Marocco dove si terranno 5 tappe. Altre 5 tappe in Mauritania e 2 in Senegal. “In totale 6.500 km su piste attraverso il deserto e la savana – spiega Arcuri – per due settimane totali di viaggio e un giorno di riposo fissato il 23 ottobre a Dakhla. Le grandi dune, le trappole di sabbia, le buche improvvise, il buio e la stanchezza, sono il deserto magico ed insidioso che rende tutto difficile, ma la determinazione e la forza di volontà superano gli imprevisti e le situazioni più difficili. In questo rally raid tutti sbagliano, ma vince colui che sbagliando meno e risparmiando il proprio mezzo, raggiunge la fine di una corsa nella quale la classifica non è tutto: prima infatti bisogna finire la gara, giungere a Dakar e tagliare quel traguardo che nei momenti difficili si pensa spesso lontano e quasi irraggiungibile”.

I numeri della Ecorace impressionano: 895 persone coinvolte, 260 concorrenti, 160 organizzatori, 120 media, 3 aerei di servizio per 12 voli, 180 passeggeri, 290 ore di volo, 7 elicotteri che sorvolano la corsa, 10 auto che assistono i concorrenti e 6 camion di assistenza. Uno di questi sarà proprio quello presente a Casalmaggiore venerdì 30 settembre. La copertura internazionale passa poi da 800mila video su Facebook, 150mila video su YouTube, 1 milione e 200mila stories su Instagram. “E’ una festa mondiale – avverte Arcuri – perché ci sono iscritti davvero da tutto il globo: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania, Olanda, Polonia, Inghilterra, Ungheria, Svizzera, Cina, Portogallo, Austria, Repubblica Ceca, Russia, Marocco, Senegal, Slovenia e Cile”.

Ma c’è anche un fronte solidale. “In passato sono stati piantati un milione di alberi su 2mila ettari intorno alla città di Novakchott in Mauritania. Inoltre Africa Eco Race ha assicurato la messa in servizio di una centrale solare per la scuola Khaima des Petits di Novakchott, sempre in Mauritania. E in media il 30% dei partecipanti ha fornito supporto o fatto donazioni che vengono distribuite dagli organizzatori”.

Arcuri, con alle spalle oltre 30mila km di fuoristrada nazionale in Italia, il viaggio in solitaria tra Cile e Patagonia nel 2017 e altre avventure tra Tunisia, Marocco, Algeria e Bolivia, viaggerà sulla fidata Honda CRF 450 RX (immatricolata nel 2021). Che era pronta a marzo e lo sarà ovviamente anche a ottobre.

Giovanni Gardani

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