Entusiasmo e qualità, gli ingredienti del capolavoro grigiorosso
Una notte che rimarrà per sempre nella storia. Una di quelle serate che resteranno scolpite nell’animo e nel cuore di tutte le persone che hanno seguito questa cavalcata grigiorossa.
La Cremonese è scesa in campo per vincere, lo si è capito già dai primi palloni toccati. Qualche brivido c’è stato, perché il Como ha giocato la partita a viso aperto per colpire.
Poi è salito in cattedra l’attaccante probabilmente più discusso dell’intera stagione, Samuel Di Carmine. Pecchia ha avuto il coraggio di lanciarlo nella sfida più importante di tutte, conscio dell’abilità dell’ex Verona di incidere nei momenti delicati. Una doppietta che rappresenta la storia, due gol che pesano come un macigno. Il bello del calcio è questo.
Dopo il secondo gol arriva quella notizia: “Ha segnato il Perugia!”. Il Sinigaglia esplode, i tanti tifosi della Cremo sanno che la A è ad un passo. Il rigore subito nel finale conta poco, forse giusto per le statistiche, perché i grigiorossi dopo 26 anni tornano nella massima serie.
Risultato meritato? Sì. Senza se e senza ma. La Cremonese ha dimostrato di meritarsi questo traguardo. Il gioco espresso dai ragazzi di Pecchia non ha eguali in cadetteria.
Questa squadra non muore mai. Il periodo non era dei migliori, 3 sconfitte nelle ultime 4 sarebbero pesate un po’ a chiunque, ma quando hai consapevolezza e determinazione, nulla può fermarti. Questo è il calcio, questa è la vita. “I conti si fanno alla fine” aveva detto Pecchia dopo il crollo contro l’Ascoli. Aveva ragione. I conti in effetti oggi sono più grigiorossi che mai.
Simone Guarnaccia