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Brindisi chiude la gara nel primo
quarto, Redivo e Harrison cecchini

Di sconfitte in questo tragico anno per la Vanoli Basket purtroppo se ne sono viste, ma la partita andata in scena al PalaPentassuglia con Brindisi terminata 87-65 ha mostrato una nuova pesante debacle. Nonostante la Vanoli sia rientrata poi in gara, nel primo quarto ha preso 31 punti segnandone solo 11: se spesso durante il campionato la difesa non ha retto, questa volta nemmeno l’attacco è riuscito a rispondere e mentre coach Vitucci ruotava i vari Harrison, Gentile e Perkins, i biancoblù si sono affidati al diciannovenne Spagnolo, autore comunque di una grande prestazione con 20 punti e 5 rimbalzi.

La HappyCasa ha tirato con il 43.3% da tre punti e il 52.4% dentro l’area quando la Vanoli non ha superato nemmeno il 28% dall’arco e il 41% da due. La zampata finale al risultato è tutta di Lucio Redivo che ha messo a segno 3 bombe di fila stroncando di fatto la timida risposta cremonese. In più di una occasione nel primo tempo la veloce coppia di esterni Clark-Harrison ha bucato una difesa disattenta e spesso in ritardo negli aiuti quando l’attaccante batteva l’uomo. McNeace e Dime hanno impensierito i padroni di casa solo tra il terzo e il quarto periodo quando ormai il danno era stavo fatto.

Tabellino completo del match

Altro dato che denota l’insufficienza dei biancoblù sta nella voce assist in cui fare un paragone è quasi privo di senso: 16 contro i soli 6 della formazione di coach Galbiati. Nonostante nella passata stagione il giro palla e i passaggio fossero la punta di diamante del gioco con anche un Peppe Poeta miglior assistman della lega, quest’anno le cose sono ben diverse, una situazione che nemmeno il capitano della Vanoli è riuscito a raddrizzare. Juskevicius stesso, che in assenza di Poeta dovrebbe dare la medesima sicurezza in regia, è riuscito ad effettura 1 solo passaggio che poi si è trasformato in canestro. Brindisi ha invece spesso rinunciato al palleggio in virtù di passaggi a memoria e grande fluidità offensiva.

Perkins e Adrian hanno poi mostrato ai lunghi cremonesi l’efficacia di un lungo verticale in grado di colpire sia al ferro da solo che efficace ad attirare le attenzioni della difesa su di sè per  liberare i tiri dall’angolo di esterni e ali. Da queste situazioni di “closeout” con la difesa in ritardo, hanno colpito Harrison e Redivo.

Mappa al tiro del match

Lorenzo Scaratti

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