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Return to Play, i pareri: "Bene, era
doveroso". "Ma si doveva approvare prima"

Un passaggio formale indispensabile per non avere rose ridotte all’osso alla ripresa dei vari campionati, tenendo conto che il Covid non ha ovviamente risparmiato le nostre squadre dilettantistiche. Ma cosa ne pensano i nostri dirigenti? GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

Finalmente c’è l’ok al protocollo “Return to Play”, rivisto e snellito: adesso, invece, considerando che la nuova variante è molto meno aggressiva come sintomi e come strascichi lasciati, i giorni di attesa sono soltanto 7 per chi ha ricevuto tre dosi di vaccino e 14 per chi ne ha ricevute due (o per chi supera i 40 anni), anziché 30 giorni, dopo di che bastano un test da sforzo e un elettrocardiogramma.

Un passaggio formale indispensabile per non avere rose ridotte all’osso alla ripresa dei vari campionati, tenendo conto che il Covid non ha ovviamente risparmiato le nostre squadre dilettantistiche. Ma cosa ne pensano i nostri dirigenti? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Cavana della Luisiana, ad Alberto Viti dell’Offanenghese e a Maurizio Maini del Castelleone.

G.G.

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