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Ciao Don Carlos: quando Michelotti
arbitrava (e giocava) nel Casalasco...

e n’è andato il Don Carlos, perché di questo titolo Alberto Michelotti si fregiava da sempre. Era entrato nel Club dei 27 del Teatro Regio, 27 personaggi illustri di Parma, ognuno dei quali portava il soprannome di un’opera di Verdi. E Alberto era appunto il Don Carlos.

Spirato a 91 anni, Alberto Michelotti era visceralmente legato a Parma, città che non aveva mai abbandonato, come la sua officina, anche quando la carriera da arbitro internazionale – uno dei più importanti degli anni ’70, capace di arbitrare Rivera, Corso, Pelè, Beckenbauer, senza mai cedere a timori reverenziali – lo aveva spinto lontano.

Un arbitro capace, di polso, ma sempre portato al dialogo. E un personaggio che, stante la vicinanza geografica, è stato anche legato a Casalmaggiore, e al Casalasco in generale: Alberto, infatti, quasi a fine carriera, aveva accettato di arbitrare un torneo giovanile di prestigio, passato anche dal vecchio Comunale di via Corsica. E anche in altri comuni del Casalasco. “Ho avuto sempre un feeling speciale con il vostro Comune – ricordava qualche anno fa Michelotti -: io sono stato portiere anche nel Bozzolo, nella Folgore Piadena, e che derby con la Martelli di Borrini, nel Fidenza, nel Borgotaro, e ho giocato parecchio sui vostri campi. Ricordo il Torneo Lucumia, una fabbrica locale di dolci, e ricordo il Torneo Reverberi, a fine anni ’70: arbitrai Roberto Mancini, all’epoca Allievo nel Bologna, proprio a Casalmaggiore. Quando giocava alla Samp, doveva passare da Parma, per andare a Genova: spesso mi veniva a trovare nella mia officina e raccontava di quell’episodio”.

Casalmaggiore era pure il collegamento con Cesare Gussoni, arbitro di altissimo livello come Michelotti e originario proprio del comune casalese. “Un signore, nei modi e nel comportamento – spiegava Michelotti -. Non racconterò troppi aneddoti, soltanto uno: io avevo la terza media, e ogni volta avevo paura di esprimermi male davanti agli altri arbitri o in pubblico. Cesare mi insegnò a non avere timore, come non l’avevo in campo. Parla a braccio, che vai bene, mi diceva”. Un personaggio irripetibile, che nel febbraio 2016 era stato anche al Sanfelice di Viadana a parlare agli studenti di sport e regole e che sempre negli anni ’80 arbitrò alcuni tornei a Gussola, sempre con grande professionalità e simpatia. Insomma molti nel Casalasco ricordano Don Carlos con affetto…

Giovanni Gardani

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