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Al Panathlon Crema, Vidotti
e la sua termodinamica della felicità

Intermeeting ieri del Panathlon Club Crema e del Rotary Club Pandino Visconteo, alla presenza di Andrea Vidotti, autore con Paolo Marta del libro Termodinamica della felicità (Linea Edizioni), impegnato in queste settimane nella sua promozione (oggi a Milano, alla Mondadori di piazza Duomo, in compagnia del condirettore di Sky Sport, Giovanni Bruno, che ne ha curato la prefazione)

Dopo i saluti di Massimiliano Aschedamini presidente Panathlon Crema, in qualità di padrone di casa, la figura di Andrea Vidotti è stata tracciata da Fabiano Gerevini, in passato per parecchi anni presidente Panathlon e dal prossimo luglio, presidente del Rotary Visconteo, successore di Michela Bettinelli. L’autore del libro, dopo la laurea in economia e le specializzazioni in diritto ed economia dello sport, non ha seguito la carriera paterna di commercialista, ma si è subito impegnato nello sport: da agente Fifa, ad agente di ciclisti professionisti, collaboratore della Federazione Italiana Rugby, manager di atleti di primissimo piano, da Alberto Tomba, a Giorgio Rocca, Sofia Goggia, solo per citarne quacuno.

Prima di passare a trattare i temi del suo libro, Vidotti, che è anche presidente Panathlon a Treviso, ha evidenziato un elemento presente in ogni ambito della sua vita: la passione per ciò che si fa, perché per chi ha la fortuna di trasformare una passione in un lavoro, ed a lui è capitato con lo sport, ogni ostacolo diventa superabile.

“Il mio colpo di fortuna l’ho avuto però – dice l’autore – perché quando ho iniziato a fare il manager sportivo ho incontrato un atleta come Alberto Tomba, il Michael Jordan dello sport italiano”. Per Vidotti lo sport, con l’insegnamento al rispetto delle regole consente a tutti, in particolare ai giovani di essere persone migliori nella vita di tutti i giorni, oltre a regalare a tutti storie ed emozioni, com’è capitato per lo sport italiano nel corso del 2021, con i successi nelle diverse discipline. Anche lo sport ha subito parecchio la pandemia e un manager sportivo che ha interessi anche nell’organizzazione di eventi (tra i vari impegni di Vidotti, anche l’organizzazione di alcune tappe del Giro d’Italia, da ultimo la Conegliano –Valdobbiadene nel Giro 2020) ha patito parecchio lo stop alle varie competizioni. Nasce proprio in quel periodo il libro scritto con l’amico Paolo Marta, appassionato di rugby, uno specialità che è l’essenza dei valori dello sport, facendo giungere la palla in meta con i quindici componenti la squadra, che la passano all’indietro. Lo sport senza pubblico e il rumore del silenzio lì dove c’era il tifo destabilizza tutti, ancor più gli altleti, e partendo da quelle considerazioni trova origine il libro, che secondo l’autore è un viaggio alla ricerca della felicità: un viaggio che ha il sapore di una sfida, e che si sviluppa su due piani evocati nello stesso titolo e che sono apparentemente incompatibili. Il primo, quello della favola, con l’epica sfida tra la lepre e la tartaruga descritta da Esopo, ed il secondo, portato dall’esperienza scientifica del coautore, che mette al centro i principi della termodinamica, con un risultato che diventa una sorta di viaggio nella selva oscura, superando pigrizie mentali, con un messaggio che nel concludere il suo intervento Vidotti vuole lasciare alla sala: lo sport come parabola della vita, prendendo spunto da atleti come Sofia Goggia o Bebe Vio, capaci di rialzarsi e vincere superando infortuni e avversità. Un libro che, a dispetto del titolo è scritto con semplicità e si propone quale monito per tutti, affinchè ciascuno possa andare oltre, senza esclusione dei più fragili.

Ilario Grazioso

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