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Strutture sportive in comodato d'uso,
il Comune spinge la nuova formula

Skate park nella zona delle piscine, palestra del Kodokan, Palestra allo Zaist, campo di calcio di Villa Angiolina,  campo di frisbee Rossetti nel parco al Po,  palestra di scherma al foro Boario. Sono solo alcuni dei comodati d’uso stiupulati tra Comune e società sportive per svolgere le loro attività, una formula che l’amministrazione  ha avviato da un paio d’anni e che vuole spingere sempre più per responsabilizzare le società nella gestione ma anche per ampliare le possibilità di utilizzo delle strutture.

“Stiamo accompagnando altre società verso questo cambiamento, che non è un obbligo, ma un’opportunità” ha spiegato l’assessore allo Sport Luca Zanacchi nell’ultima commissione servizi alla Persona. “Per esempio, stiamo facendo un percorso con la Marini per il campo di San Quirico. Il comodato d’uso consente alla società di essere autonoma nella scelta del proprio gestore per le utenze di gas ed energia elettrica e garantisce il pieno utilizzo della struttura senza limitazione oraria, avendone disponibilità 24 ore su 24 per un arco temporale medio lungo, a differenza delle concesisoni ordinarie. Nelle fasce orarie in cui la struttura non viene utilizzata, può essere affittata ad altri soggetti”. Il gestore ha la responsabilità della manutenzione ordinaria e contratti che garantiscono il bene per periodi lunghi (anche decenni): al Comune resta la manutenzione straordinaria.

Ad accompagnare questo cambiamento, lento ma che in altre città ha preso piede da tempo, c’ è uno staff dell’Ufficio Sport che si è potenziato rispetto a 2 anni e mezzo fa: “Quando siamo arrivati c’erano due dipendenti part time, oggi sono in quattro”, afferma Zanacchi. Una formula che non è applicabile nelle strutture interne ad altri contesti, come le palestre scolastiche, ma può essere un’opportunità per tutte le altre anche per ampliare la propria offerta sportiva con nuovi corsi. g.biagi

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