Cremonese
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Nella ripresa la Cremonese
ha rinunciato ad attaccare

Il gol del casalasco Zammarini in pieno recupero ha permesso al Pordenone di riacciuffare la Cremonese fissando il risultato sul 2-2 finale. Si tratta di una rete che presenta analogie con quella di Spalek che aveva deciso il derby contro il Brescia (qui l’articolo completo).

I neroverdi recuperano palla nel cerchio di centrocampo e allargano sulla sinistra: il conseguente cross trova lo stesso Zammarini (già a segno lo scorso anno contro i grigiorossi) solo nel mezzo spazio sul lato debole dopo che la parabola ha scavalcato tutta la linea e Valeri ha mancato l’intervento per intercettare la sfera. Bianchetti è uscito in marcatura a centrocampo e prova a rientrare nella linea lasciando Ravanelli nel dubbio se scivolare a marcare Tsadjout o se rimanere a occupare la zona demandando la marcatura del 9 friulano a Valeri che si trova così a gestire due giocatori.

La scelta del numero 3 (occupare la zona alle spalle del compagno) appare corretta nell’ottica di controllare gli spazi e l’avversario nella zona di competenza (Tsadjout appunto), ma il suo mancato intervento permette la ricezione e la conclusione vincente a Zammarini. Lo stesso centrocampo grigiriorosso è mal posizionato sul contropiede avversario e la posizione troppo alta di Sernicola aveva generato una situazione di inferiorità numerica per i grigiorossi, poi sanata dal rientro di Bianchetti.

L’azione del gol di Zammarini

Paradossalmente si tratta in sostanza dello stesso principio che in precedenza aveva portato alla rete di Zanimacchia con la Cremonese che ha attaccato la linea difensiva friulana in parità numerica. Fagioli (in possesso della sfera) è affrontato da Valietti (con Ciciretti che sta rientrando), Strizzolo e Di Carmine impegnano i centrali difensivi e il numero 98 attacca dal mezzo spazio sul lato debole. Più che il posizionamento della sfera è però quello di Falasco (troppo aperto senza un avversario a minacciare lo spazio alle proprie spalle) a lasciare il pertugio giusto all’ex Juventus Under 23.

L’azione della rete di Zanimacchia

La Cremonese si è dunque fatta sorprendere da una ripartenza in pieno recupero nell’unica vera chance concessa alla squadra di Tedino nella ripresa (in totale 1.03 expected Goal – xG* – generati). Inoltre i grigiorossi non sono più riusciti a manipolare efficacemente – come in occasione della rete dell’1-1 – la retroguardia neroverde.

L’andamento del possesso palla della Cremonese (grafica Wyscout S.p.A.)

La formazione di Pecchia ha vissuto un primo tempo di sostanziale dominio sia nel possesso palla (56,33%) che nell’intensità del pressing (5.06 di indice PPDA**). Dei 13 tiri totali della Cremonese, poi 9 sono arrivati entro il 50’ (per 1.68 xG* complessivi), mentre nella ripresa a calare sono stati sia il possesso palla (36%) che l’intensità del pressing (10.5 di indice PPDA**).

L’andamento dell’indice PPDA della Cremonese (grafica Wyscout S.p.A.)

In sostanza, anche a causa del peggioramento delle condizioni climatiche, i grigiorossi nel secondo tempo hanno deciso di difendersi lasciando l’iniziativa al Pordenone. Una scelta che in termini statistici si è rivelata corretta a livello difensivo (solo 0.35 xG* generati nella ripresa, circa un terzo del totale), ma la rinuncia a provare a trovare una rete per blindare il risultato ha permesso al Pordenone di rimanere attaccato alla gara nella speranza di uno svarione della Cremonese, poi verificatosi al 92’.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

**PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati  Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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