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Greta Pinali e l'impresa agli
Europei del gemello Giulio

L’impresa degli azzurri neo-campioni d’Europa ha reso orgoglioso tutto il mondo della pallavolo. Nel Volley Offanengo, però, c’è chi ha provato un surplus di emozioni: è il caso della schiacciatrice della Chromavis Abo Greta Pinali, gemella di Giulio, opposto dell’Italia di Fefè De Giorgi medaglia d’oro in Polonia.

E’ stato incredibile – le parole di Greta – vedere Giulio raggiungere un obiettivo così ambizioso. Inizialmente, e devo essere sincera, non avrei mai pensato che un gruppo di ragazzi così “normali” e giovani potesse compiere una tale impresa; pensavo che superati i gironi, una volta incontrate le “big” più esperte, sarebbe arrivato lo stop. Partita dopo partita, invece, mi sono resa conto come questi giovani avessero una marcia in più, la fame e la voglia di vincere e “spaccare” tutto, fino a che non hanno raggiunto la finale europea. L’oro ha rappresentato poi la ciliegina sulla torta a coronare un torneo impeccabile e a dimostrare che con il lavoro di squadra, un gruppo coeso e un sistema di gioco valido si può sopperire alla mancanza di individualità assolute”.

“Ho sentito Giulio – prosegue la schiacciatrice bolognese di Offanengo – quasi ogni giorno durante tutto l’Europeo, siamo molto uniti e ci sosteniamo sempre a vicenda, sia con lui sia con gli altri due miei fratelli. Vederlo in campo è stata un’emozione grandissima, so quanto lui ci tenga, l’impegno che ci mette su ogni pallone, i sacrifici che ha fatto per arrivare fino a lì. Io ho sempre creduto in lui e nelle sue potenzialità e ci crederò sempre: vederlo raggiungere i suoi obiettivi non può che rendermi felice e orgogliosa del mio “fratellino”. Cabale e riti? Prima di ogni match, la mia famiglia ed io gli scrivevamo tutti un messaggio di in bocca al lupo, cercando di caricarlo al meglio, dicendogli di giocare spensierato, senza paura, mettendocela tutta. Così, partita dopo partita è arrivata la finale, che ovviamente abbiamo seguito tutti insieme sul divano di casa, c’era molta agitazione, devo ammetterlo. Quando è caduta l’ultima palla ancora non ci credevamo: siamo campioni d’Europa e avere mio fratello lì, vederlo indossare la medaglia d’oro al collo e alzare la coppa è stata l’emozione più grande mai provata che ci ha resi super orgogliosi. Saremmo stati fieri di lui anche se non fosse arrivata la medaglia”.

Quindi conclude. “Conclusa la finale, l’abbiamo sentito subito, ci ha inviato la foto della medaglia e della coppa, poi è andato a festeggiare con la squadra. Lo aspettiamo a casa a braccia aperte per festeggiare e, perché no, “rubargli” qualche maglia della nazionale”; sorride Greta.

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