Ciclismo su pista, Villa: "Oro non scontato" Lamon: "Coi giorni trovato il giusto equilbrio"
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Dopo lo storico Oro alle Olimpiadi di Tokyo nell’inseguimento a squadre, il ct della nazionale di ciclismo su pista, il cremasco Marco Villa, non nasconde la propria soddisfazione: “Credevo che restasse un sogno, ci speravo ma dentro di me.. ero sempre dubbioso. Ai ragazzi non l’ho mai detto, perché non volevo instillare dubbi, ma i danesi in alcuni momenti, in questi anni, mi sono sembrati inarrivabili. Ieri è stato determinante, li abbiamo annichiliti con il nostro record del mondo. Siamo partiti consapevoli che non dovevamo lasciarli scappare, non potevamo dargli fiato per non fargli ritrovare sicurezza. Quando sono andati avanti pensavo che avrebbero spinto ancora, invece erano ancora lì e quando Pippo (Ganna, ndr) è passato in testa, allora ci ho creduto veramente”.
“Il primo obiettivo – ha aggiunto – era arrivare a Rio, e ci riuscimmo. Il quartetto si è formato nel corso degli anni. Sapevamo che avevamo ragazzi di valore, come Consonni che aveva fatto secondo al mondiale strada (Richmond 2015, ndr), ma era nostro impegno permettergli di sviluppare l’attività su strada così come concentrarsi sulla pista. Ci siamo riusciti, tutti insieme. L’obiettivo, qui a Tokyo, era vincere, ma già sulla carta non era facile, perché alla fine tutte le nazioni ci tengono a questa disciplina. Il primo che ho ringraziato è stato Scartezzini (Michele, della Biesse Arvedi Cycling, fino all’ultimo in corsa per una chiamata olimpica, ndr) e l’abbraccio più lungo è stato con Elia Viviani, questo per dire che tutti hanno contributo a questo risultato che non era per nulla scontato”.
Gioia anche per l’atleta della Biesse Arvedi Cycling Francesco Lamon, cui è stata affidata la partenza del treno azzurro: “La partenza è un momento complicato nel quale bisogna dosare le forze per non disunire il quartetto. Nella prima, due giorni fa, penso di non aver dato il meglio, ma nei giorni successivi sono riuscito a trovare il giusto equilibrio. Certo, poi, quando siamo partiti e sono a ruota è una sofferenza, anche se la mia prova dura meno degli altri (ride, ndr)”.