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Magic moment dell'atletica? Stassano
ci va cauto. E intanto lancia Desalu

Infine ci siamo: nella notte tocca all’ultimo dei cremonesi che prendono parte alla spedizione olimpica. Sull’onda lunga del miracolo Marcell Jacobs, che ha rivoluzionato di colpo l’atletica leggera italiana, anche Fausto Eseosa Desalu da Casalmaggiore prova a stupire sui suoi 200 metri. Sapendo che Rio 2016 da esordiente era un assaggio e adesso a Tokyo 2020 serve un passo in più.

A spingerlo il presidente dell’Atletica Interflumina, suo ex club prima del passaggio alle Fiamme Gialle, Carlo Stassano. “Stanotte lo seguirò, è un ragazzo meraviglioso e si merita un successo come Jacobs: ha una progressione che può portarlo vicino ai 20 secondi e magari sotto, perché questo tempo è nelle sue corde. Serve una condizione simile a quella di Rovereto, agli ultimi Italiani. Di certo Fausto è un uomo da finale, poi sulla medaglia non voglio sbilanciarmi perché sarebbe un sogno: ma arrivare in finale sarebbe un super traguardo”.

Alle 4.45 di questa notte spazio alla batteria con l’americano Bednarek e il britannico Mitchell-Blake avversari da battere (gli altri sono il cinese Xie, il liberiano Matadi, l’irlandese Lawler e il dominicano Martinez), poi la semifinale alle 13.50 di martedì, orario accessibile anche ai non nottambuli e la conseguente eventuale finale mercoledì alle 14.55 italiane.

Da giovedì spazio alla 4×100, dove con questo Jacobs e un Tortu in cerca di riscatto, anche Desalu vuole dare il suo contributo, senza scordare il mantovano Manenti che completa il quartetto. “Stati Uniti, Giamaica, Francia, Canada sono avversari tosti, e non solo – avverte Stassano -. Pensiamo alla finale e al record italiano, che sono ampiamente alla nostra portata. Poi vediamo: ma di certo l’appuntamento con la finale non va fallito”.

Sul Magic Moment dell’atletica, Stassano ci va coi piedi di piombo. Molto infatti è ancora da fare per il movimento. “Non me la sento di parlare di cambiamento dell’atletica italiana, perché il risultato è di Marcell Jacobs, davvero stratosferico oltre che ragazzo umilissimo, così come Gimbo Tamberi, che pure ha un carattere opposto. Ma si tratta di due imprese uniche e isolate. Due ragazzi splendidi che però non devono nascondere il fatto che l’atletica non è cambiata”.

“Questo è un caso fortuito – ribadisce Stassano -: noi magari aspettavamo Tortu, che doveva essere l’astro nascente della velocità, mentre Jacobs per i non addetti ai lavori era quasi uno sconosciuto fino a un anno fa. Nessuno avrebbe immaginato il suo 9’’80. Però la nostra atletica non deve illudersi: siamo stati baciati dalla grazia ma già lunedì abbiamo visto tante controprestazioni. Sono chiaramente contento tuttavia che dell’atletica italiana si parli finalmente in positivo, ma siamo solo all’inizio del percorso”.

Giovanni Gardani

 

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