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JuVi alla ricerca di equilibrio
e identità, ma non mina
la voglia di vincere

La JuVi è tornata nella zona medio alta della classifica, dopo la vittoria per 66-65 di martedì 6 aprile contro la LTC Sangiorgese, valevole come recupero della prima giornata del campionato di Serie B. Il match ha però evidenziato mancanza di cinismo e di costanza durante tutta la gara, come emerso altre volte in stagione.

Se il bottino complessivo delle 17 gare fino ad oggi è positivo, con 9 vittorie e 8 sconfitte, i gigliati sono stati talvolta protagonisti di prestazioni altalenanti o sotto le proprie capacità. La fotografia è quella di una squadra con ottime potenzialità e giocatori di alto livello, ma ancora alla ricerca di una propria identità.

Il roster, partito con un nucleo forse troppo giovane per l’obbiettivo di consolidarsi in B, è cambiato in corso d’opera. A fine 2020 due nuovi innesti – a ottobre il giovane Korsounov e a novembre il navigato italo-lettone Antrops Gints – lanciano la JuVi verso un primo miglioramento, ma gli oroamaranto rimangono per certi versi un diamante grezzo.

Partiti con Simone Lottici alla guida, il vice Maxi Moreno ha dovuto rimpiazzarlo in alcune occasioni prima delle dimissioni dello stesso Lottici che hanno portato alla guida oroamaranto Alessandro Crotti. Il neo coach, reduce da una stagione in C a Lumezzane e con un palmares di rispetto con Orzinuovi, rianima l’ambiente: tornano i punti di Bona, Gints si integra bene nel nuovo sistema che lo mette al centro del reparto lunghi e si accendono parzialmente i giovani talenti grezzi a roster. A questo si aggiunge una rivoluzione difensiva, vera punto di forza della squadra.

Mancano ancora dei tasselli, soprattutto in cabina di regia e in attacco: per colmarli la società torna sul mercato aggiungendo Mohamed Toure, playmaker di esperienza e già compagno di Bona nella Orzinuovi allenata da Crotti. La direttiva è chiara, amalgamare spogliatoio e gioco in una squadra ancora grezza, ma con ottimi margini di miglioramento. Se la fase difensiva è ben assimilata, l’attacco risulta ancora un po’ legnoso e questo culmina nelle sconfitte del derby contro il Corona Platina e nella trasferta di Vigevano.

Nella seconda fase del campionato i cremonesi si risollevano con 2 vittorie su 3 giornate.  Nonostante ancora i problemi di tenuta mentale, emersi sia con Bologna che nel recupero con la Sangiorgiese, arrivano le vittorie, sintomo che la grinta e la voglia di vincere non manca.

Questi sono i segnali da cui partire, per una squadra che sembrerebbe essere arrivata nella fase finale di maturazione e con la possibilità di approdare ai playoff.

Lorenzo Scaratti

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