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Contro la Salernitana la
Cremonese ha faticato
a innescare le punte

(foto Sessa)

Contro la Salernitana la Cremonese è incappata nella seconda sconfitta consecutiva, venendo punita da una disattenzione, ma anche riscontrando, sostanzialmente, gli stessi problemi incontrati contro il Vicenza (qui l’articolo completo).

Se la stanchezza non è stata un fattore (l’intensità del pressing contro i campani è stata la più elevata delle tre partite dell’ultima settimana), l’incapacità della Cremonese a risalire il campo ha fatto ancora una volta la differenza.

Pur partendo da un sistema di gioco differente, la Salernitana ha di fatto applicato lo stesso piano gara del Vicenza, lasciando alte percentuali di possesso palla alla Cremonese (62,4% contro i campani).

Anche la squadra di Castori infatti ha scelto di schermare le linee di passaggio verso i due mediani grigiorossi che rimanevano ingabbiati tra le due punte e i due centrocampisti centrali avversari (la mezzala di lato si alzava in pressione sul terzino quando riceveva la palla).

Grafica Wyscout S.p.A.

La squadra di Fabio Pecchia ha quindi faticato ancora una volta a trovare l’uomo libero dietro la linea di pressione, come testimoniato dalla mappa dei passaggi: le combinazioni maggiori si sono infatti riscontrate in modo più marcato rispetto al resto della stagione (ma in continuità, appunto con Vicenza) tra i 4 difensori e i due mediani.

Non solo: i grigiorossi hanno visto per questo motivo aumentare il numero di passaggi laterali, a riprova delle difficoltà a far avanzare il pallone. Ancora una volta, inoltre, Pecchia non ha fatto ricorso all’abbassamento (se non saltuariamente) di un centrocampista nella linea di difesa per generare superiorità numerica (3 contro 2 centralmente), anche a causa dell’atteggiamento di una Salernitana che ha pressato con poca intensità i girigiorossi mostrandosi poco propensa ad aggredire alta la Cremonese.

I grigiorossi hanno così scelto ancora una volta di provare ad alzare la palla affidandosi nuovamente ai lanci lunghi per cercare di attivare i propri uomini offensivi o di attaccare la seconda palla.

Il cambiamento riscontrato nelle ultime due partite ha però fatto sì che la Cremonese producesse poco in termini offensivi. Al netto dell’anomalia riscontrata contro il Frosinone (qui l’articolo completo), le conclusioni nello specchio sono in calo costante dalla gara con il Brescia e, più in generale, lo stesso volume di tentativi sta calando, mentre le percentuali di tiri nello specchio certificano le difficoltà degli ultimi due match ad impensierire il portiere avversario.

La conseguenza è stato anche un crollo degli expected Goal (xG)* creati, un dato che cerca di stimare la pericolosità offensiva di una squadra: nelle ultime due partite la Cremonese ha fatto registrare i due peggiori dati della gestione Pecchia.

La Cremonese, dunque, deve ritrovare il modo di attivare la propria linea di trequarti e di creare un sistema d’uscita prima e di possesso poi in grado di disorganizzare gli avversari anche quando questi si compattano con un baricentro basso a ridosso della propria area di rigore.

Anche perché, difensivamente, sebbene – come detto – puniti da un’ingenuità, i grigiorossi hanno retto bene l’urto, concedendo solo 3 tiri nello specchio (su 6 totali) e appena 0,43 xG* (secondo dato stagionale più basso) alla Salernitana.

Mauro Taino

* Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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