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Dilettanti, come ripartire
a febbraio: il 'voto' di
Eccellenza e Promozione

Ammesso e non concesso che si riparta davvero il 7 febbraio, come si può concludere regolarmente la stagione? Il bivio è semplice da spiegare: giocare il campionato completo, di andata e ritorno, o accontentarsi della sola andata, magari allungando e dando dunque più peso alla post season, ossia a playoff e playout.
Lo abbiamo chiesto alle società di Eccellenza e Promozione del nostro calcio. L’Offanenghese spiega che più un torneo è lungo, più il risultato è credibile e dunque meritato, lasciando credere dunque, che giocare tutte e 30 le gare mancanti (tenendo conto che i recuperi dei match non disputati sarebbe fissato a gennaio 2021) può essere la soluzione migliore. La Luisiana invece guarda al calendario: se bisogna chiudere a fine aprile, come era nei pronostici iniziali, allora è obbligatorio giocare soltanto l’andata e poi dare spazio al post campionato. Diverso sarebbe poter spalmare il calendario sforando tra giugno e luglio: a quel punto, giocando due infrasettimanali, dunque sei gare, al mese, in cinque mesi si potrebbe chiudere il torneo regolare, piazzando a luglio playoff e playout, che al punto dovrebbero essere ristretti. Da valutare, dato che si parla di dilettanti e lavoratori, anche il discorso legato alle ferie dei calciatori, un cruccio in più. E il Castelleone? L’idea è quella di rimandare la decisione a gennaio, per capire a che punto sarà l’emergenza sanitaria. E’ sbagliato però, spiegano dal club gialloblu, lanciare un sondaggio su questo tema, oppure ciascuno tirerebbe acqua al proprio mulino: meglio che a decidere sia la Figc. Se si dovesse giocare, secondo il Castelleone, meglio non esagerare con gli infrasettimanali e sfruttare una sorta di formula a tabellone tennistico per playoff e playout allungati.
In Promozione convergono i pensieri di Soncinese e Romanengo: entrambi i club sarebbero per completare la decina abbondante di gare che mancano al termine del girone d’andata e poi dare spazio a spareggi allargati. Nei playoff, ad esempio, si potrebbero coinvolgere più squadre delle quattro solitamente scelte, dando però alle prime due, o alla seconda qualora la prima venisse promossa direttamente, un vantaggio, ovvero quello di saltare almeno un turno.

La pensa come Soncinese e Romanengo anche la Soresinese che prospetta l’ipotesi di fermare comunque la Coppa Lombardia per evitare di intasare il calendario e sottolinea come il fatto di avere troppi turni infrasettimanali possa mettere in crisi per i calciatori meccanismi acquisiti da anni in avvicinamento alle partite domenicali.

Per tutte, qualsiasi sia la preferenza, vale l’assioma “condizioni eccezionali, stagione eccezionale”, contravvenendo cioè alle regole che sin qui hanno regolato campionati di calcio giocati in condizioni normali.

Giovanni Gardani

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