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Andrea Devicenzi, termina il
primo step della Postumia. E
ieri i complimenti di Luca Zaia

Diciassettesima tappa e primo step terminato per Andrea Devicenzi, che ora è tornato dalla sua famiglia. “Quasi al termine del primo step non sento più la fatica. Questa prima parte di via Postumia è un continuo stupore”. Una tappa bellissima, dopo una notte di temporale a Quinto Vicentino. L’aria fresca e tre nuove amiche ad accompagnarlo per questo ultimo tratto di strada prima del riposo.

Nel prossimo step Andrea lascerà il Veneto per entrare in Lombardia ed il suo cammino passerà a 200 metri da casa sua, in una terra che conosce bene. La ripartenza è fissata per lunedì 14 da Vicenza.

Da registrare ieri un riconoscimento inaspettato, e molto gradito. E’ stato il governatore del Veneto Luca Zaia a parlare di lui, citandolo come modello. Più forte della disabilità. “Andrea Devicenzi – scrive Zaia – Campione paralimipico, sta percorrendo a piedi la Via Postumia da Aquileia a Genova, un’impresa partita il 22 agosto con arrivo il 17 ottobre per un totale di 900 km. Andrea – che in questi giorni è in Veneto – sta attraversando le regioni più colpite dalla pandemia, facendo conoscere le loro ricchezze ma soprattutto chi le popola, ascoltando testimonianze e le storie di amore, passione e resilienza. Questo campione nello sport e nella vita percorre 15 km al giorno solo con la gamba destra e le stampelle in carbonio da lui ideate. “La disabilità che mi ha colpito in gioventù mi ha insegnato moltissimo e oggi mi sento pronto nel caricarmi questa enorme responsabilità con determinazione e coraggio”, scrive. E’ la dimostrazione che i limiti possono esistere solo nella propria mente, e nella propria volontà!”.

Bellissima anche la relazione pubblicata da poco su questo primo step della Postumia: “342 chilometri percorsi in 18 tappe – spiega Andrea – sono stai difficili? Si, eccome se lo sono stati. La Pianura Padana ha la capacità di metterti alla prova anche se nel pensiero comune, primeggia in tanti di noi il pensiero che non avendo altimetrie importanti, sia semplice.

18 giorni in cui ho sudato tanto, mi sono ‘spaccato’ la pelle in più punti faticando a sistemarla, sotto le ascelle, nel costato, sulle anche, le mani per il calore che si generava tra i palmi e le manopole mi portava in alcune occasioni a fermarmi qualche secondo in più, ma questi sono gli aspetti di ‘contorno’ del cammino, perché il detto che mio padre mi insegnò da piccolo non l’ho mai scordato “hai voluto la bici? pedala!”.

Ed eccomi qua, terminato il primo step della Via Postumia arrivato a Vicenza. Ora mi trovo a casa, dalla mia famiglia, sulla mia scrivania, un po’ stanco, a riguardare dalla prima giornata, le foto, i video, rimanendo meravigliato da ciò che è già successo ad un terzo di questa impresa.

Chi mi segue sa che uno degli aspetti di queste mie avventure sono la ricerca delle magie, di quelle cose, incontri inaspettati, imprevisti che accadono senza avere la possibilità di programmarli, che danno valore a ciò che stai facendo, e credetemi, è impossibile quantificarli. Il cammino ti insegna a dar valore alle piccole cose.

Ti insegna a fermarti, nel vero senso della parola!

Stai camminando in mezzo ad un campo dove a lato c’è l’abitazione dell’agricoltore e lo vedi sistemare la tettoia con i suoi due nipoti e quando ti vede arrivare, si ferma, posa gli attrezzi e ti viene incontro. Ti domanda incuriosito così ci stai facendo li in mezzo al nulla e risponde stupito dalla tua risposta ed inizia a raccontarti di tutto.

Tu sorridi, gli “dai corda” perché non c’è il cronometro, c’è la condivisione e la raccolta di storia di persone comuni, ma che rendono grande il nostro paese.

Oppure il proprietario del B&B, che mentre sei nella hall a lavorare nelle ore pomeridiane, ti gira attorno, con l’educazione di non volerti interrompere ma una curiosità che non lo fa star fermo, perciò, ti fermi, chiudi il pc, inventi tu una domanda a lui e da li parte una chiacchierata di un’ora, dove lo vedi felice, soddisfatto di condividere anche la sua esperienza di padre, nonno, imprenditore, perché la parola d’ordine è non mollare mai!, anche nei momenti più difficili.

Potrei continuare quasi all’infinito ad elencarvi episodi simili a questi, perché sono accaduti realmente.

Sono i dettagli che hanno reso e renderanno unico questo cammino, ma non perché sono io, con una gamba, ma perché è ciò che accade a chiunque si incammini, a chi apre il cuore e la mente, pronto ad accogliere ciò che incontra, senza giudizio, senza forzare le cose”.

Nazzareno Condina

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