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Zanacchi: 'C'è il rischio di
uccidere lo sport: o si cambia
o non riparte nessuno'

Il rischio concreto è quello di “uccidere lo sport”; con queste parole arriva il grido d’allarme dell’assessore allo Sport del Comune di Cremona Luca Zanacchi che descrive la situazione delle associazioni sportive del territorio, “se le cose non cambiano qui non riparte nessuno”.

Il problema principale riguarda la responsabilità penale dei presidenti delle associazioni sportive in casi di positività degli atleti, una responsabilità che non sono in gradi di prendersi le società, piuttosto, dicono i presidenti, non rimettiamo in campo nessuno.

Davanti a questo rischio passano addirittura in secondo piano i problemi economici post emergenza sanitaria, e quelli delle palestre che potrebbero essere utilizzate come aule scolastiche a partire da settembre e quindi poi difficilmente disponibili per gli allenamenti.

Questioni trasversali non solo alle altre città Lombarde, dice Zanacchi ma che riguardano dall’ultima associazione sportiva con 5 tesserati affiliata all’ultimo ente di promozione, fino agli sport esercitati ad altissimo livello, tanto che l’Assessore cremonese ha preso carta e penna per scrivere ancora una volta a Vincenzo Spadafora ministro per le politiche giovanili e lo sport.

Se il governo lascerà la responsabilità della gestione del problema alle società, queste non ripartiranno, soprattutto dopo aver messo in campo tutte le forze in loro possesso per rispettare i protocolli imposti.

Anche le federazioni dovrebbero diventare interlocutori della situazione e farsi carico del problema, così che le società si sentano meno sole.

elbi

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