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Addio a Tazio Contesini,
lanciò Alimentis e fece grande
la Commessaggese negli anni '90

Se n’è andato Tazio Contesini, il papà della grande Commessaggese che sfiorò l’Interregionale, e soprattutto colui che creò quasi dal nulla l’azienda Alimentis di Commessaggio. Conosciutissimo non solo nel comune mantovano, ma anche in quelli limitrofi, e in generale in tutto il territorio Casalasco, Tazio Contesini era nato il 24 novembre 1939.

Il suo spiccato spirito imprenditoriale lo aveva portato ad essere comproprietario della ditta Berni di Reggio Emilia, famosa per i “condiriso”, che fu anche sponsor del torneo “Listone d’oro”, disputato a Casalmaggiore negli anni ’80 e che fece arrivare formazioni giovanili del calibro di Juventus, Parma e Cremonese, con Alberto Michelotti, uno degli arbitri italiani più noti a livello internazionale, a dirigere quelle gare. Continuò poi l’attività con l’Arimpex, infine ecco la terza tappa della sua carriera, all’Alimentis, che i figli Fabio e Mirko porteranno ora avanti nel suo nome.

La passione per il calcio non passò solo per quel mitico torneo casalese, che aiutò a organizzare pur essendo formalmente “solo” sponsor, ma soprattutto dall’impresa rimasta negli annali, quando portò la Commessaggese, assieme al socio Cimardi, dalla Terza categoria fino allo spareggio nel 1997 per salire dall’Eccellenza all’Interregionale, oggi serie D, perso con Santarcangelo: la squadra di Angelo e Gianni Mantovani, Massimo Bozzetti, Alfio Grazioli, Mario Oliva, di tanti ex Casalese, di Giuseppe Manarin e Mauro Franzini, di bomber Emil Zubin. Quando alla Commessaggese, che giocava al campo comunale “Fabio Meli” venne proposto il ripescaggio, dopo il ko in quello spareggio, Contesini rifiutò, per non fare il passo più lungo della gamba.

Mentre con le  varie aziende, famose per le delizie che sapeva proporre, ha avuto relazioni ovunque in Italia ed all’estero, soprattutto per la sua innata competenza sui prodotti scelti per la commercializzazione, la sua casa era Commessaggio, la moglie Gisella ed i figli Fabio e Mirko con le relative consorti Cristina e Daniela ed un amore immenso per le nipoti Camilla, Beatrice, Benedetta e Carlotta, delle quali teneva sempre la fotografia in ufficio. Fino all’ultimo è stato presente in azienda dove era ben voluto da tutti ed aveva sempre un consiglio e un incoraggiamento per ogni collaboratore, anche per l’ultimo arrivato. Il classico esempio dell’uomo che da solo si è costruito un futuro per sé, per la sua famiglia e per il suo territorio, facendosi sempre ben volere da tutti quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

G.G.

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