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Consiglio Federale, A, B e C
ripartono, stop ai Dilettanti
Tutte le prossime tappe

Cremonese e Pergolettese dovranno prepararsi al ritorno in campo, dal Crema, unica squadra cremonese in Serie D, in giù stagione finita. E’ quanto è stato deliberato dal Consiglio Federale della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) nella giornata di oggi, mercoledì 20 maggio. L’avvio della stagione 2020/21 è stato quindi fissato per il 1° settembre 2020 per i professionisti, mentre per i Dilettanti, al momento, la fine della da ritenersi valida rimane quella del al 30 giugno 2020.

Ancora da stabilire, in ogni caso, le date per quanto riguarda i professionisti. Quel che è certo è che la stagione dovrà concludersi entro il 31 agosto, con i campionati che si ipotizza possano finire entro il 20 agosto per poi lasciare spazio alla Coppa Italia e alla Coppa Italia di Serie C. Per tutti la data della ripresa dovrebbe essere fissata per il 20 giugno, posticipando di un’altra settimana quella del 14 giugno (come da Dpcm) originariamente ipotizzata. Questo a meno di deroghe. Ancora irrisolto, in ogni caso, il tema playoff/playout, dato che sia la Serie B che la C la prevedono come soluzione per determinare gli ultimi verdetti.

In questo modo, però, non trovano accoglimento le deliberazioni della Lega Pro che si era presentata all’appuntamento con un’idea chiara in testa: 4 promozioni e nessuna retrocessione né ripescaggio, con il campionato finito ora. Soddisfazione, invece, nelle parole del presidente della Lega B Mauro Balata: “‘In Consiglio federale è passata la linea a cui abbiamo dedicato diversi mesi di lavoro e che è sempre stata coerente con la volontà di tutta la Lega B di ripartenza nel segno del merito sportivo”. Balata che si dice “molto soddisfatto” dell’esito della riunione di oggi in Figc “con un grande lavoro anche del presidente federale Gravina che ringrazio”. “Ora – ha concluso – avanti con le riforme necessarie a mettere in sicurezza il sistema e per questo non più rimandabili”.

L’altro tema scottante rimasto sul tavolo, però, riguarda la difficile applicazione dei protocolli sanitari, soprattutto quando si potranno riprendere gli allenamenti individuali. Se da ieri al Centro Arvedi si è ripresa l’attività individuale da parte dei giocatori della Cremonese, a Crema si procederà a richiamare i tesserati per ripartire a caccia della salvezza: i calciatori della Pergolettese, in ogni caso, stanno portando avanti un programma individuale da svolgere in autonomia lontano dal Bertolotti.

Qualora, per motivi sanitari, si dovesse procedere ad una sospensione, saranno previste brevi fasi di playoff e playout per stabilire i risultati finali delle varie competizioni (incluse promozioni e retrocessioni), ma, in caso di definitiva interruzione, la “definizione della classifica” avverrà “anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni”.

Il calcio dilettanti, invece, chiude, stavolta in via definitiva. Almeno per quel che concerne la stagione 2019-2020, che dunque è annullata. Una risposta attesa, che però è divenuta ufficiale con il Consiglio Federale della Lega Nazionale Dilettanti che, a livello italiano (e dunque non solo regionale), ha appunto ratificato lo stop definitivo all’attività. Del resto non si gioca da metà febbraio a livello dilettantistico ed era ovvia e attesa, perdurando l’emergenza Coronavirus, una decisione di questo genere.
Dalla serie D alla Terza categoria, dunque, si tornerà in campo per la stagione 2020-2021, difficilmente a settembre e più probabilmente con l’anno solare nuovo, a gennaio o febbraio. Giuseppe Baretti, presidente della Figc regionale lombarda, contattato telefonicamente, con la consueta disponibilità ha spiegato che venerdì 22 maggio il Consiglio Direttivo dovrebbe formalizzare anche le proposte per eventuali promozioni, ripescaggi e retrocessioni.
L’idea partita dalla Lombardia piace anche ad altre regioni, ed è probabile che si vada in quella direzione: di fatto, prime promosse a tavolino, retrocessioni bloccate e seconde inserite in una graduatoria ripescaggi dalla quale attingere in caso di rinunce al piano superiore. Questo discorso vale sicuramente dall’Eccellenza alla Terza categoria, senza scordare i campionati giovanili gestiti dai comitati regionali o provinciali, mentre la serie D – che pure ha annullato la stagione 2019-2020 – prenderà la propria strada, sulla quale al momento non ci si può ancora sbilanciare.
L’ufficialità su promozioni e retrocessioni, in ogni caso, non dovrebbe tardare: venerdì ci sarà un confronto e verrà presa una decisione; la prossima settimana – e comunque prima del 28 maggio quando vi sarà l’incontro a Roma col Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – quanto decretato sarà approvato. Ma il fatto che venga lasciata carta bianca ai vari comitati regionali lascia pensare che il dado ormai sia tratto.
Giovanni Gardani – Mauro Taino

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