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Dal vivaio Vanoli al
sogno americano: la
storia di Antonello Baggi

Dal Torrazzo di Cremona alla Liberty Bell di Philadelphia, dalle giocate sul parquet del PalaRadi e della Spettacolo ai canestri segnati alla West Deptford High School. Antonello Baggi, ala classe 2001, prodotto del vivaio biancoblù, ha trascorso l’ultimo anno negli Stati Uniti. Il Covid-19 ha solo momentaneamente interrotto il suo sogno americano: ad agosto volerà nuovamente oltreoceano per una nuova avventura.

“In questi giorni ho accettato la proposta del Gettysburg College: per i prossimi 4 anni giocherò e studierò da loro. Un’occasione incredibile che mi permetterà di crescere ancora tanto tecnicamente e proseguire il sogno di fare della pallacanestro il mio mestiere”, dice Baggi che poi spiega: “Il basket americano è molto diverso, sia per le regole che per caratteristiche dei giocatori affrontati. Si giocano 4 tempi da 8 minuti, senza i 24 secondi, la linea da 3 punti è un po’ più vicina e a volte vale la regola dell’1+1 sui tiri liberi. Pur essendo due metri, contrariamente che in Italia, ero quasi sempre il più alto, anche se avversari e compagni spiccavano per salto e velocità. Per la mia esperienza reputo che il livello, tolta una formazione fortissima, sia più o meno simile al nostro”.

Il 19enne poi racconta: “L’impatto con la realtà sportiva americana invece è qualcosa di inimmaginabile: nel playground di ‘Riverwinds’ a West Deptford ci sono 3 campi da basket, 7 canestri per campo, molte persone di età diverse che si allenano e compagni ricchi di talento che a volte praticano 2/3 sport contemporaneamente all’interno della High School”. “Una delle particolarità della scuola – aggiunge – è che ogni ora si cambia classe, è il professore a rimanere nella medesima aula, al contrario di quanto accade da noi. Ho scelto 6 materie e se da un lato ci davano più compiti, dall’altro si studia meno che in Italia. A scuola si dà molta importanza allo sport: ogni giorno c’è educazione fisica, con attività diverse tra football, tennis e baseball”.

Baggi, quindi, conclude: “La famiglia che mi ospitava, di origini italiane, era appassionata di sport come me. Mi hanno portato a vedere il football americano: uno stadio da 80mila posti per i Philadelphia Eagles. Stupendo. Abbiamo anche visto due partite NBA. Momenti che mi hanno regalato emozioni indimenticabili”.

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