Vanoli, Sacchetti: 'A Cremona sto bene, fino allo stop (giusto) campionato più che positivo'
Il campionato, la Vanoli, Cremona, la Nazionale e il Covid-19. C’è tutto nell’intervista che il coach biancoblù Meo Sacchetti ha rilasciato a PianetaBasket, a partire dall’emergenza coronavirus che deve diventare anche l’occasione per ripartire: “Le lezioni ci servono sempre e bisogna ripartire dalla base dello sport; l’élite è importante per la vetrina, ma adesso dobbiamo cercare di dare continuità ai progetti che partono dai giovani che poi sono il nostro futuro. Anche la pallacanestro, come tutto il resto, patirà una contrazione delle risorse e la situazione non potrà che essere difficile”.
A proposito di giovani, Sacchetti spiega: “Il problema della Nazionale è che i giocatori devono dimostrare il proprio valore a step; quelli bravi possono anche saltarne alcuni e, conosciamo le realtà di giocatori che dal settore giovane sono arrivati nelle leghe superiori, però la maggioranza deve procedere per gradi per diventare protagonisti. La Legadue e la Serie B possono diventare un ottimo bacino”.
Nessun accenno al progetto ‘Vanoli-Club Italia’, ventialato dal Responsabile dell’Area Tecnica Gianmaria Vacirca e salutato con favore dal presidente della Federbasket Gianni Petrucci, anche se Sacchetti ha le idee chiare sul 2020/21: “Sarà un campionato di transizione in cui si vedrà chi potrà continuare ad alto livello e chi no; tutti vogliono partecipare in A1 e confrontarsi con i migliori, ma ci sarà una selezione naturale inevitabile a qualsiasi livello globale non solo nello sport”.
Sul suo futuro, interrogato sulla possibilità di tornare a Torino, taglia corto: “Sto molto bene a Cremona, è logico che rimango legato a Torino (che ho allenato in Serie B) così come a Varese; non ho più avuto offerte legate ad un mio impegno in panchina e alla mia età non ho tantissimi anni di carriera davanti che mi permettono di pensare così a lungo termine”.
Il coach traccia quindi un bilancio della stagione appena conclusa: “Sono molto contento perché non eravamo partiti bene: abbiamo cambiato in corsa alcune scelte riguardanti qualche giocatore e con l’arrivo di Ethan Happ abbiamo rimesso le cose a posto. Nonostante i tanti infortuni importanti, in un momento difficile, abbiamo tirato fuori il meglio perché, chi giocava poco, ha avuto la possibilità di mettersi in mostra e l’ha fatto. Fino al momento dello stop (che ho trovato giusto) il nostro campionato è stato più che positivo”.