Vandeputte ancora decisivo
maturità, avanti così”
Reggiana battuta 2-1
successo fondamentale, 1-2
Vandeputte ancora decisivo
maturità, avanti così”
Reggiana battuta 2-1
successo fondamentale, 1-2
Il presidente della Pergolettese Massimiliano Marinelli ha rilasciato una lunga intervista a TuttoC in cui ha affrontato a 360 gradi il problema coronavirus. In primis Marinelli ha voluto ricordare le “due gravi perdite, l’ex presidente e socio Andrea Micheli di soli 37 anni e il medico sociale Rosario Gentile”, patite dalla società, definite “figure importanti in società e amici”.
Il numero uno gialloblù ha quindi ribadito la posizione del Pergo, contrario a tornare in campo, anche se, precisa, senza andare allo scontro con la Lega Pro: “Già un mese fa abbiamo detto che il campionato va chiuso per pandemia e che non avremmo più ricominciato. La vicinanza trasmessa dal dott. Ghirelli ci sta dando la forza per ricominciare, è una persona straordinaria che ha speso parole pregevoli nei nostri confronti. Detto questo ci affidiamo a ciò che la FIGC deciderà, se quindi opterà per ricominciare lo faremo perché obbligati”.
Il presidente cremasco poi spiega: “Qui da un mese e mezzo è un via vai di ambulanze, di sirene e ogni giorno perdiamo un conoscente o un amico. Crema, insieme a Cremona è tra le più colpite in termini percentuali, c’è un ospedale da campo in un parcheggio e sembra di essere in guerra con l’esercito a presidiare la città. La situazione è veramente surreale. Non so come si faccia a litigare tra federazioni, presidenti e giocatori in un momento come questo. Bisognerebbe far passare un po’ di tempo e vedere se la situazione migliora perché giocare in queste condizioni non è fattibile”.
Sul fronte stipendi, infine, Marinelli chiarisce: “La Pergolettese è a posto con i pagamenti di gennaio-febbraio, il problema sono marzo, aprile, maggio e giugno. Mi auguro che lo Stato vada innanzitutto incontro alla sanità e dopodiché, quando cercherà di fare ripartire l’economia, dia una mano a tutte le attività sportive. Altrimenti non ci sarà più sport in Italia. Si rischia che l’anno prossimo di 1500 tesserati in Serie C abbiano lavoro solo 400-500 di essi, prevedo il fallimento o la non iscrizione di molte squadre. Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca, veniamoci incontro e troviamo un accordo”.
“Con il presidente Ghirelli – conclude il presidente gialloblù – , una persona stupenda, non ci saranno problemi, toccherà però anche all’AIC sedersi a tavolino e discutere. Se poi il governo ci aiuta con la cassa integrazione e defiscalizzazione degli stipendi ancora meglio, se non dovesse farlo l’unico modo per uscirne e garantire la sopravvivenza della categoria è trovare un accordo sui salari dei calciatori che è la voce più pesante a bilancio di ogni club”.