Pergolettese

Pergolettese, Franchi: 'Priorità è situazione umanitaria, ma nessun problema a giocare d'estate'

Obbligato, come tutti, a restare rinchiuso nella propria abitazione, Stefano Franchi, tra i giocatori più esperti della Pergolettese, ha commentato sui canali sociali della società, il drammatico momento che si sta vivendo: “Sia io, la mia compagna e tutti i miei familiari stiamo bene. Resto in casa e vivo alla giornata, seguendo l’evoluzione di questo maledetto virus che, qui nel bresciano dove vivo, ha colpito in modo drammatico. Adesso, fortunatamente, pare che ci sia una considerevole diminuzione del numero sirene delle ambulanze che si sentono durante la giornata, ma fino alla scorsa settimana, ogni 5 minuti ne passava una: veramente triste e pesante.”

Parlando di sport, questo lungo stop ha costretto i giocatori a cercare di mantenere una condizione atletica buona a casa, seguendo il programma di lavoro studiato dallo staff tecnico e inviato ad ogni atleta. Così la punta spiega quali sono le difficoltà che ha incontrato: “Fino al momento che si poteva uscire per fare un minimo di attività ateltica, non ci sono state grossi problemi per allenarsi. Adesso, dovendo rimanere in casa, ci sono dei miei compagni che, vivendo in appartamenti, hanno delle difficoltà e si arrangiano come possono tra scale, cantine e garage: io fortunatamente ho un mio giardino dove posso fare attività. E’ anche un modo per passare la giornata e smaltire un po’ la tensione che si accumula restando in casa: noi calciatori ci conviviamo continuamente durante la stagione e, solitamente, la sfoghiamo facendo allenamento e giocando le partite.”

Il calcio giocato, ovviamente, non può che mancare: “Si. quello manca un po’ a tutti, dai più piccoli ai più grandi. E’ lo sport nazionale e fa da collagene per tante situazioni: da quelle sportive alle famiglie, ai bambini, senza dimenticare il settore dell’economia. Ma prima di tutto pensiamo a superare questa fase di emergenza e poi, pian piano, torneremo a calcare i campi di calcio e rivivere le passioni che tutto il mondo sportivo, di ogni disciplina, ci puo’ regalare.”

Venerdì è in programma un incontro, via chat, tra il Presidente della Lega Pro Ghirelli con tutte le Società sportive di serie C per poter arrivare a una decisione, se sarà possibile, su come continuare la stagione in corso. Sono state proposte varie soluzioni, tra cui continuare nei mesi estivi (giugno e luglio) e anche quella drastica di far terminare qui’ il campionato. “Se la situazione dovesse normalizzarsi – dice Franchi -, non vedo il problema di andare a giocare fino a giugno e magari anche un po’ di luglio. Farà caldo, ma giocando di sera, potrebbe anche essere una cosa nuova e particolare disputare gare di campionato in un periodo in cui solitamente si è in inattività. Penso anche che attirerebbe molti sportivi, poter ritrovarsi allo stadio dopo questi mesi di clausura: sarebbe triste dover giocare a porte chiuse, senza pubblico: quello spero di no. Chiudere eventualmente qui la stagione e costringere noi giocatori ad oltre 4 mesi di inattività, sarebbe molto pesante. Ma l’importante adesso è che si possa risolversi al meglio l’attuale situazione umanitaria, poi potremo pensare a cosa si potrà fare e quando.”

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