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L'allarme del presidente del
Crema Zucchi: 'Quale futuro per
il calcio dopo il coronavirus?

Il presidente dell’Ac Crema 1908 Enrico Zucchi ha scritto una lettera aperta sottolineando innanzitutto le azioni messe in campo dal suo club: “Per ciò che concerne le nostre attività, sono state bloccate immediatamente alle prime avvisaglie di pericolo, in completa tutela dei nostri tesserati, anche con la chiusura del centro sportivo, tra le numerose critiche di chi oggi, invece, ci loda per ciò. Stiamo offrendo ai giocatori dell’agonistica la possibilità di allenarsi “da remoto”, con collegamenti video tramite apposite piattaforme, con i propri tecnici e preparatori, per mantenerli in forma, ma anche per rendere meno pesante psicologicamente la reclusione forzata, alla quale non sono abituati”. “Per quanto riguarda tecnici ed educatori – aggiunge -, stiamo approntando un sistema di e-learning, che possa coadiuvare la loro formazione, che contiamo di attivare molto presto. Ci stiamo anche interessando, tramite un istituto assicurativo di primaria importanza, per attivare delle polizze che tutelino tutti i nostri tesserati in caso fossero colpiti dal Coronavirus, a totale copertura delle spese sostenute”.

L’incertezza, però, regna sovrana, non solo a Crema, ma in tutto il movimento: “Lo studio operato dalla Lega Nazionale Dilettanti, in tema di sostenibilità nel mondo del calcio dilettantistico è impietoso, ma molto chiaro e verosimile. Ad oggi l’intero mondo del calcio è ‘affetto dal virus’, immobilizzato a casa,  come larga parte della popolazione italiana e rimane quasi inerte”. “In questo clima di grande incertezza – dice il presidente nerobianco -, ci stiamo altresì interfacciando con l’AIC, nella figura del responsabile delle relazioni istituzionali, Fabio Appetiti, oltre a tenerci informati sugli indirizzi della Lega di D, tramite l’Avv. Luigi Barbiero. Continuiamo a seguire la nostra vocazione per il sociale, per quanto possibile ed abbiamo risposto prontamente alla richiesta del Comune di Crema, di interessarci del trasporto quotidiano dello staff medico arrivato da Cuba (al quale abbiamo fornito anche vestiario pesante), con i nostri pulmini, guidati dagli autisti che, normalmente, trasportano i ragazzi”.

Gli scenari, d’altra parte, rimarca Zucchi “non sono per nulla rosei per ciò che concerne il futuro e ovviamente l’ AC Crema 1908 non si differenzia da tutti gli altri”. “Il tema – spiega – è molto semplice, nell’ambito di un sistema economico che vivrà una profonda crisi, che sfocerà, con tutta probabilità, in recessione, le preoccupazioni di noi imprenditori saranno ben altre, che investire nell’effimero mondo del calcio con sponsorizzazioni dettate spesso più dell’amicizia, che da reali ritorni economici o d’immagine”. Il numero uno nerobianco evidenzia ancora: “In un siffatto scenario, pare logico pensare che chi ci ha sostenuti con generosità sinora, metta in fila le priorità, tutelando in primis l’azienda, i dipendenti, la ripresa di quanto bruscamente interrotto dagli eventi e solo in ultima analisi, la possibilità di continuare ad aiutare la promozione dello sport”.

“Questa piaga – lancia l’allarme Zucchi – che ci sta attanagliando, è destinata a mutare in maniera profonda e radicale il mondo del calcio dilettantistico, in misura tale che, nei calcoli del centro elaborazione dati della LND e del centro studi della Federcalcio, circa 200.000 ragazzi potrebbero trovarsi in condizione di non avere più un vettore per la pratica del gioco del calcio, con tutto ciò che ne potrebbe derivare a livello sociale, sanitario e di gravame sulle istituzioni”.

Il presidente cremino, infine, fa un appello: “A titolo personale, vorrei approfittare per palesare tutto il dolore che provo nell’apprendere quotidianamente quante persone vengono affette da questo male e quante vengono a mancare, inoltre vorrei esprimere la mia solidarietà e vicinanza umana, a tutti coloro che si trovano, loro malgrado, su di un letto d’ospedale, combattuti tra speranza e dolore. Ciononostante, il Mondo è destinato ad andare avanti e la mia personale vision, sempre proiettata in avanti e mai focalizzata sul presente, mi impone di avere un atteggiamento positivo e propositivo e di ricercare tutta quella serie di opportunità, che andranno a crescere una volta sgomberate le macerie lasciate da questa immane calamità : ci rimboccheremo le maniche e, come sempre, ce la faremo”.

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