Basket

Vanoli, battaglia punto a punto contro Reggio Emilia e vittoria finale: 95-93

foto Sessa

Vanoli Cremona – Grissin Bon Reggio Emilia 95-93

VANOLI CREMONA: Saunders 17, Mathews 19, Ragagnin n.e., Sanguinetti n.e., Diener 18, Ruzzier 7, Sobin 2, De Vico 3, Happ 18, Stojanovic 7, Palmi n.e., Akele 4. All. Sacchetti

GRISSINBON REGGIO EMILIA: Johnson-Odom 22, Cherry 3, Fontecchio 23, Pardon 4, Candi, Poeta 3, Vojvoda 11, Giannini n.e., Soviero n.e., Owens 9, Upshaw 18, Diouf n.e. All. Buscaglia

Parziali: 18-36; 49-50; 67-66
Arbitri: Baldini, Martolini, Brindisi.

Se c’è qualcuno che, dopo il primo quarto, ha buttato lì la magata da squalo delle scommesse di puntare 5 euro a fondo perduto su Cremona, ha tutta la nostra stima e si merita in pieno il gruzzolo.
Stanchi della solita Vanoli arrembante in avvio e spaurita quando si tratta di gestire il vantaggio? Allora eccovi servita una Cremona da film horror nel primo quarto: -18, con 36 punti sul groppone, inerme di fronte allo show balistico della Grissinbon che dopo dieci giri di lancette aveva già 8 triple a segno su 14 tentativi.
Difficile che la banda di Buscaglia potesse continuare su quelle percentuali, ma a preoccupare era anche e soprattutto la qualità dei tiri concessi agli ospiti.
Per Reggio era la gara che poteva svoltare la stagione e che poteva dare continuità alle due belle vittorie su Trento e Cantù. Per Cremona c’era da assorbire il k.o. di Richardson e continuare nel solco di un 2020 fatto solamente di vittorie.
Non è dato sapere quali tasti abbia pigiato coach Sacchetti dopo la sparatoria del primo quarto, ci atteniamo ai numeri per spiegare quanto sia girata la partita nei quarti centrali: 30 punti concessi in 20′, sei meno del famigerato primo periodo.
Con il “solito” talento di Happ, malmenato ma ugualmente incontenibile nel pitturato. Con un Saunders chirurgico e sapiente nel gestire le situazioni, con Stojanovic in quintetto in missione difensiva dichiarata su DJO, che ci ha tenuto a ricordare al PalaRadi che razza di talento sia.
Maturo ed efficace anche l’altro ex Simone Fontecchio, alternativa vera a Johnson-Odom, ma la scena se la prendono altri due attori: un Jordan Mathews da 19 punti, caparbio, volitivo e con il non disprezzabile dettaglio di avere la mano rovente, soprattutto da 3 (3/4 per lui).
Il protagonista vero è tuttavia un altro: ha la maglia numero 7, a marzo compie 38 anni e ha un intelligenza cestistica da cattedratico di Harvard. Il Capitano ladies&gentlemen, e non poteva essere altrimenti: 18 punti, 4/5 da 3, giocate inestimabili in momenti topici e quella voglia palpabile di prendere per mano la squadra nelle difficoltà.
Era tutt’altro che una gara semplice: la classifica di Reggio Emilia è bugiarda e Cherry, una volta inserito, potrà davvero dare qualcosa di concreto a Buscaglia. Volendo si potrebbe commentare anche l’arbitraggio, ma non è cosa da gentiluomini.
Cremona, ridendo e scherzando, nel 2020 non ha mai perso: quattro vittorie in fila e quinto posto riagganciato, data la vittoria di Milano al PalaPentassuglia.
Già, Milano: nel giro di cinque giorni ci toccherà incrociarli due volte, tra campionato e Final Eight. E se fosse Messina a non essere tranquillo?

Alberto Guarneri

fotoservizio Sessa

 

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