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F1 e non solo: a Soresina
Tavola rotonda con
l'ing. Mauro Forghieri

Sabato 19 ottobre alle 15.00 in Sala Podestà a Soresina si terrà una tavola rotonda con Mauro Forghieri. Con il più geniale ingegnere che la Ferrari abbia mai avuto, verrà esplorato il controverso mondo attuale della F1 massima espressione del motorismo corsaiolo. Ma non si parlerà solo della F1 poiché la medesima è pur sempre un’automobile. Il discorso verrà preso un po’da lontano tentando brevemente di capire, e ricostruire l’evoluzione di questo straordinario mezzo di comunicazione che è stato determinante nel progresso umano e tecnologico dall’inizio del ‘900 sino ai giorni nostri.

Allo scopo di sviscerare anche aspetti collaterali saranno presenti anche Mauro Schedoni, stilista modenese che per primo è riuscito a riempire gli esigui spazi dei bagagliai delle Gran Turismo di Maranello, Paolo Guidetti capo collaudatore per oltre 40 anni e infine l’ing. Alfredo Mantovani che pur non avendo mai lavorato in Ferrari sta scrivendo e pubblicando volumi unici di studio e ricostruzione tecnica dei motori turbo Ferrari dalle GT alla F1. Il prossimo lavoro sarà proprio sul primo turbo Forghieri F1 quello portato subito alla vittoria con Gilles Villeneuve a Montecarlo nell’81.

Chiaramente la parte del leone verrà riservata a Forghieri. Laureatosi in ingegneria meccanica nella prestigiosa Università di Bologna nel ’59 con una suggestiva tesi “Una vettura media per il mercato Europeo: Dina Panhard 850 2 cil. Piatti” nel ’60 entra in Ferrari e nel ‘61, dopo il fallito ‘colpo di stato’ dell’ing. Carlo Chiti, del quale Forghieri era il primo assistente, il nostro si ritrova con poca esperienza a capo di una struttura da orsa di estrema complessità. In seguito le cose si complicarono ulteriormente poiché il Cavallino iniziò a correre anche in Montagna e poi F2 e poi Tasmania Cup e corse USA con prototipo 7 litri. C’era da far tremare i polsi anche a Leonardo e Galileo uniti in tandem. Ma Enzo Ferrari aveva capito la genialità del giovanissimo ingegnere modenese e gli dette piena fiducia ben ripagata con una ventina di titoli mondiali tra F1 e Prototipi.

L’unico ingegnere progettista del secolo scorso che può accostarsi a Forghieri, senza dubbio è stato Colin Chapman ma con una grande differenza tra i due. Chapman era padre e padrone della Lotus, non dovendo quindi rendere conto ad alcuno, ed avendo a disposizione un pilota straordinario come Jim Clark, forse il più grande di tutti i tempi con Ayrton Senna. Forghieri ha sempre avuto buoni piloti ma come fuoriclasse solo Niki Lauda che però se ne andò sbattendo la porta dopo aver vinto due mondiali ’75 e ‘77 e aver buttato via quello del ’74 e del ’76. Con le macchine che Forghieri progettava in quel tempo, la serie T, Lauda avrebbe potuto andare oltre i 7 titoli di Schumacher.

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