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Filippo Ronda da
Casalmaggiore e la
sua Italia Coast to Coast

Hanno iniziato a chiamarlo ‘lo sciamano’. Lui ha preso alla lettera il soprannome e ha in pratica seguito le indicazioni che lo stesso contiene. Camminando in continuazione a caccia di sensazioni. Inventandosi vacanze differenti, spese a piedi su lunghe distanze. “Ho iniziato attraversando l’Abruzzo, per 100 km circa, con l’amico Matteo Bellini, nel 2017, poi nel 2018 come nel film Basilicata Coast to Coast ho attraversato questa regione per 250 km, e quest’anno sono partito dalla sponda Adriatica per arrivare a quella Tirrenica, 410 km in totale”.

A raccontare l’avventura è Filippo Ronda, classe 1981 di Casalmaggiore, che la passione per questi percorsi l’ha sviluppata di recente. “Amo camminare da sempre, in realtà, perché da una vita vado a funghi e a caccia di erbe spontanee, ma in genere lo faccio durante l’anno o in montagna durante la stagione estiva. Però vacanze così mi mancavano e, una volta provate, non le ho più abbandonate”. Tenda, piccoli alberghi, stanze affittate: l’arte di arrangiarsi. “In Abruzzo ho fatto tutto in tenda, in Basilicata – regione bellissima ma poco conosciuta – gli alberghi avevano prezzi bassi e così ne ho approfittato, quest’anno invece sono partito in tenda ma dopo due giorni ho cambiato abitudine e sono finito a dormire spesso in hotel”.

Partenza da Portonovo, nella regione del Conero, tra il 10 e l’11 agosto, la notte delle stelle cadenti a San Lorenzo, dormendo in spiaggia con un amico, conosciuto due anni prima in Abruzzo, al ‘Cammino dei Briganti’. Il 26 agosto l’arrivo dopo 16 giorni pieni di cammino – due in meno di quelli preventivati sulle mappe tracciate dagli esperti – a Orbetello, con passaggio per Ferragosto da Casaluna di Nocera Umbra. Il tutto certificato dal passaporto del Coaster, timbrato al termine di ogni tappa. “In realtà siamo partiti in due ma dopo un giorno il mio compagno di viaggio si è purtroppo rotto il menisco e non ha potuto proseguire. Una difficoltà in più per me, ma alla fine ce l’ho fatta: la passione per la camminata si mescola con quella per l’avventura, e l’avventura, ovviamente, riserva spesso questi imprevisti”.

Quale è la prima molla per questa passione? “Direi il desiderio di conoscenza: voglio conoscere regioni sconosciute, la nostra bella Italia e zone meno “mainstream” e pubblicizzate. Voglio viverle, scoprendo i passaggi più impervi e i paesaggi meno noti al grande pubblico, appunto. Il miglior modo per respirare nel vero senso della parola gli scorci nascosti è passarci attraverso lontano dalle strade principali e seguendo i percorsi interni, spesso impervi ma che sanno dare soddisfazioni uniche”.

Come è messo il Centro Italia dal punto di vista della viabilità? “Premesso che il Coast to Coast dall’Adriatico al Tirreno dura nove tappe in bicicletta o diciotto a piedi, credo si possa migliorare molto: per esempio abbiamo strade che si sviluppano un po’ sull’asfalto e un po’ sullo sterrato e probabilmente sarebbe molto meglio la seconda soluzione, anziché quella mista. Asfalto significa vesciche e ancora più fatica, lo sterrato è più naturale e apprezzato dai camminatori. Il mio è sempre stato un cammino laico, anche quando magari passavo di fianco a chiese o cattedrali e quando ho affrontato la prima parte del percorso, più spirituale, tanto che si conclude ad Assisi: io ho sempre cercato qualcosa di diverso, per essere coerente con me stesso. Non a caso ho fotografato quasi sempre paesaggi oppure cippi commemorativi, dedicati ad esempio ai Caduti delle Guerre Mondiali. Senza dimenticare l’aspetto probabilmente più affascinante, ossia le Cave etrusche in Toscana, quando cammini in mezzo ad antiche strade, rimaste identiche a come erano secoli fa, con pareti altissime e scenografie naturali davvero spettacolari”. Dai 100 km iniziali ai 200 del 2018 fino agli oltre 400 di quest’ultima avventura. L’anno prossimo? “Non raddoppierò come ho fatto sinora, perché sarebbe troppo, ma l’idea è quella di affrontare i 650 km dell’asta fluviale del fiume Po, dal Monviso fino a Venezia. Vediamo: inizio ad allenarmi e vi terrò aggiornati”.

Giovanni Gardani

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