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Sacchetti dopo Gara 4:
'A Trieste tre primi tempi osceni,
ma i miei sono ragazzi orgogliosi'

(foto Sessa)

“Avevo preparato il tiro da tre di Crawford, anche se non ci speravo perché pensavo non lo facessero tirare, invece sono arrivati un attimo in ritardo…poi lui era in una giornata in cui era baciato da qualcuno in alto: è uno di quei giocatori che vede il canestro pià grosso”. Così Meo Sacchetti spiega la scelta di disegnare lo schema che ha portato alla tripla del controsorpasso di Drew Crawford.

Parlando della partita, invece, il coach di Cremona ha ammesso: “Abbiamo giocato quattro partite in cui il risultato si è deciso all’ultimo minuto, la serie è finita 3-1 per cui passiamo noi ed è logico che siamo contenti, ma non è che una squadra ha dominato. In ogni caso faccio i complimenti a Trieste e a miei ragazzi”. “In questa stagione – spiega ancora Sacchetti – abbiamo giocato qui all’Allianz Dome tre partite e tutte le volte abbiamo abbiamo fatto sempre partenze ad handicap disputando tre primi tempi osceni. In questa serie abbiamo speso molto, per cui avevo paura di pagare alla fine della partita, quindi ho iniziato a chiedermi come era meglio gestire le energie, ma questi ragazzi sono orgogliosi: anche se siamo sotto di 10 punti non posso permettermi di pensare già alla partita successiva”.

Sacchetti parla anche dell’assenza di Dragic: “E’ logico che giocare senza di lui ha tolto qualcosa a Trieste, ma anche noi abbiamo perso uno dei nostri giocatori più carismatici (Diener, ndr) durante la partita: ogni tanto nelle partite si trovano energie nascoste da parte di altri che danno qualcosa in più alla squadra”. Il coach si sofferma anche sugli insulti ricevuti da Mathiang nel corso del match: “Ci sono stati dei cori abbastanza pesanti, non è giusto né bello, però un professionista deve rispondere in campo e anche per lui dev’essere stata una bella risposta segnare gli ultimi due tiri liberi decisivi sotto la curva che l’ha insultato tutto il tempo”.

Ultime parole, infine, per l’ex Ruzzier, che, da triestino, è cresciuto nelle giovanili ed ha debuttato in prima squadra proprio a Trieste: “Ha fatto un grande campionato, ma non è un caso che abbia giocato qui tre partite titubanti: è meglio che sbagli dei tiri piuttosto che perda il pallone, però sta crescendo e per crescere bisogna passare da questo tipo di cose. Sono sicuro che l’anno prossimo farà meglio quando si giocherà ancora a Trieste”.

 

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