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La Vanoli doma Venezia
e si aggiudica
il secondo posto

Fotoservizio Sessa

Cremona 80 – Venezia 65

VANOLI CREMONA: Saunders 20, Sanguinetti n.e., Gazzotti n.e., Diener 4, Ricci 14, Ruzzier 8, Mathiang 21, Crawford 8, Aldridge 2, Stojanovic 3. All. Sacchetti

UMANA REYER VENEZIA: Haynes 8, Kennedy 5, Stone 3, Bramos 8, Tonut 10, Daye 8, De Nicolao, Jerkovic n.e., Biligha, Mazzola 5, Cerella n.e., Watt 18. All. De Raffaele

Parziali: 18-15; 37-36; 60-58;

Arbitri: Lo Guzzo, Borgioni, Bongiorni

Due anni e una manciata di giorni fa la Vanoli Cremona salutava la Serie A. Oggi, in una data che solitamente fa gioire i calciofili di fede bianconera, la stessa Cremona riscrive la propria storia.

Ventesima vittoria in stagione, meglio addirittura delle 19 firmate da Pancotto nel 2016. Sarebbe “bastata” una vittoria con qualsiasi scarto contro la corazzata reyerina, invece i biancoblu hanno deciso di fare en-plein: non solo i due punti, pure la differenza canestri ribaltata.

Senza mezzi termini, un miracolo sportivo, anche se difficilmente i miracoli accadono per caso. Accadono perchè tieni Venezia a 7 (sette) punti nel quarto periodo, accadono perchè in una serata non facile di Crawford (anche se c’è tanto Bramos nelle fatiche di Drew) trovi le solite risorse da più parti, accadono perchè, citando coach Sacchetti, “in partite di questo tipo i giocatori forti devono emergere”.

E allora eccovi servita, ammesso che servisse, la definitiva consacrazione di Mathiang, che spacca la partita con i suoi 21 punti, i suoi voli sopra il ferro e un preziosissimo 9/12 dalla lunetta, che ha reso vane le costanti mani addosso dei lagunari.

E poi Wes, che finisce a quota 20, con 7 rimbalzi, 3 assist e una quantità di responsabilità prese soprattutto nel primo tempo che non ha prezzo.

Dopo un primo tempo equilibrato, la Reyer aveva anche fatto le prove generali di fuga a metà del terzo quarto, con un parziale di 9-0 che era valso il +7. Cremona però, come ha ricordato in settimana il coach, ha orgoglio da vendere: contro-break di 16-7 e 60-58 al 30′.

Da questo momento iniziano 6-7 tra i minuti più entusiasmanti mai visti al PalaRadi in dieci anni di Serie A: Watt (18+8 con 8/10 al tiro, il solito enigma) appoggia al vetro il 60 pari e da lì inizia la rumba.

Bomba di Ricci, poster in contropiede da cineteca di Crawford su Bramos, altra bomba di Pippo (che chiuderà a 14 con 8 rimbalzi), gioco da tre punti di Mango che poco dopo inchioda l’alley-hoop, prima del canestro di classe pura di Drew: 15-3 Cremona, Venezia ammutolita e chi vi scrive convinto di trovarsi nel bel mezzo di una seduta spiritica.

Secondo posto matematico: il solo far viaggiare i polpastrelli per vergare la frase fa davvero impressione.
Semplicemente, se è un sogno non svegliateci per alcuna ragione al mondo.

Alberto Guarneri

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