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Cantoni, buona la Prima: al ‘vero’ debutto in panchina centra la Promozione

Federico Cantoni sulla panchina dell'Ac Crema

Il patentino conseguito a giugno, la prima ‘vera’ panchina (dopo l’esperienza a Crema durante la stagione, ndr) e subito la Promozione. Ottenuta, tra l’altro, alla guida di una Soresinese che aveva appena toccato il punto più basso degli ultimi 30 anni e che, ovviamente, aveva tutto il peso dei favori del pronostico. “Sicuramente – spiega Federico Cantoni, allenatore rossoblù – la sfida era stimolante: al di là del blasone che può avere questa società in ambito dilettantisco, sono stato subito conquistato dalla proposta”.

A leggere la classifica, 68 punti in 28 partite, frutto di 21 vittorie e 5 pareggi, e a guardare la striscia di 24 risultati utili consecutivi messi in fila durante la stagione, l’impresa potrebbe sembrare semplice, eppure le insidie ci sono state, a cominciare da un avvio lento (due punti nelle prime tre partite, nda): “Non è stato affatto facile, al contrario. Tutti quelli che ci affrontavano ci mettevano qualcosa in più, tanto più che la stagione era iniziata con qualche difficoltà, ma me lo aspettavo: la squadra era cambiata abbastanza e i giocatori rimasti dalla passata stagione arrivavano da una retrocessione che definire cocente è poco, per cui l’ambiente andava rigenerato. In più, giocare per vincere a tutti i costi non è mai semplice, anche se preferisco così perch credo dia uno stimolo maggiore”.

A fare la differenza, quindi, sono stati soprattutto il lavoro e la mentalità, come sottolinea lo stesso Cantoni: “Dopo i primi risultati negativi, la squadra ha acquisito la mentalità giusta e sono emerse le qualità dei giocatori, che erano indiscusse. Al di là di queste, però, siamo riusciti a vincere il campionato grazie alla grande mentalità e al lavoro fatto durante gli allenamenti in settimana. Raramente ho visto un gruppo con questa voglia di lavorare, allenarsi e sacrificarsi: è questo che ci ha portato alla vittoria. Ne vedo infatti tante di squadre, a tutti i livelli, che hanno grandi qualità ma che poi non arrivano all’obiettivo”.

Il tecnico confessa quindi quali sono stati i momenti chiave della cavalcata rossoblù: “Due partite che credo ci abbiano dato slancio per arrivare fino in fondo sono state quelle contro la Lodigiana e il Castelleone nel ritorno. La prima perché fino a quel momento era l’unica squadra ad averci battuta e perché il successo è arrivato solo allo scadere grazie ad un eurogol di Rabbaglio. Quella vittoria ci ha dato qualcosa di importante a livello di mentalità. E poi il derby in casa con il Castelleone: se all’andata avevamo vinto, ma forse senza meritare fino in fondo, al ritorno, nonostante il pareggio, abbiamo fatto vedere di aver avuto qualcosa in più degli avversari e ci ha dato consapevolezza”.

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